L’acqua di Gran Canaria (rubinetti)

Una delle cose più difficili da gestire per chi viene a vivere qui è senza dubbio la confusione che esiste a riguardo di bere l’acqua dal rubinetto.
Chiariamo il punto più importante: l’acqua del rubinetto è frutto della desalinizzazione dell’acqua dell’oceano e si può bere .
L’acqua viene trattata, tolto il sale, disinfettata e quindi depurata totalmente.
Però è bene non berla per due motivi principali:

  1. Si tratta di un’acqua con alto contenuto di calcare, ben poco adatta a chi soffre di calcoli e/o reni, molto poco diuretica e con un retrogusto (molto leggero) di disinfettante (cloro).
  2. Causa un eccesso di succhi gastrici per chi non è abituato.

Pertanto si ricorre alle cosiddette “garrafas”, cioè bottiglioni in PET che contengono dai 5 ai 25 litri di acqua (eccone un esempio):

solitamente hanno un costo contenuto (1 euro ogni 5 litri) e vanno utilizzate per sostituire l’uso potabile dell’acqua del rubinetto.

L’acqua del rubinetto può essere usata per lavarsi (denti inclusi), per l’uso di cucina (lavare insalata, per la pasta, ecc.), lavaggio stoviglie, lavatrice, ecc.
Noi invece utilizziamo la “garrafa” per qualsiasi uso culinario, a partire dall’acqua per la pasta fino all’acqua per cucinare al vapore passando per l’acqua per il caffè. Non è un problema di pericolosità bensì un fastidio che si riscontra quando si respira il vapore dell’acqua del rubinetto causato dalla piccola quantità di disinfettante normalmente presente.

Infine per scaldare l’acqua per lavarsi si usano perlopiù boiler elettrici (qui non esiste la rete di distribuzione del gas per precisa scelta del governo). Vista la grossa quantità di calcare presente nell’acqua, normalmente si deve sostituire il boiler ogni 4-5 anni e sottoporre frequentemente a trattamenti anticalcare lavatrice e lavapiatti.

Per quanto riguarda il costo, una famiglia di 3 persone con lavatrice quasi giornaliera, doccia, ecc. arriva a spendere circa 35-40 euro al mese e circa 5 euro di “garrafas”.
E’ possibile installare un filtro per l’osmosi inversa (circa 250 euro) per risparmiare sulle “garrafas”.

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