La madre di tutte le domande: si trova lavoro alle Canarie?

Riguardo alle Canarie in generale, gira sui gruppi, vai sui forum, guarda un video e verrà sempre fuori la mitica domanda: “ma si trova lavoro alle Canarie?”.
Centinaia di esperti hanno sempre la risposta pronta: eccone alcune:

  1. No, la disoccupazione è al 20%
  2. Le paghe sono molto più basse rispetto all’Italia
  3. Si trova solo lavoro precario e tante volte mal pagato o peggio in nero
  4. Sì, scrivimi che ti posso dare gratuitamente una mano

Tralasciando la risposta 4 che sicuramente proviene da un benefattore dell’umanità che al mattino si sveglia ed elargisce lavori e favori al prossimo pur non conoscendolo, vediamo le possibili situazioni:

  1. La disoccupazione è sì alta, ma questo dato è da prendere con le pinze in quanto le Canarie sono un arcipelago basato sul turismo. Il turismo ha una progressione nei mesi da Settembre sino ad Aprile. Da Maggio ad Agosto le isole “chiudono” nel verso senso della parola: ad esempio a Gran Canaria il sud si desertifica, chiudono molti locali e gli hotel sono vuoti (ma non abbassano i prezzi). Pertanto molti dei dipendenti vengono messi in una sorta di “cassa integrazione” per poi essere reintegrati alla ripartenza dell’attività turistica. Ecco perchè globalmente si può parlare di un 20% di disoccupazione, ma nella realtà il numero è da prendere con le pinze.
  2. Le paghe NON sono più basse rispetto all’Italia. Certamente occorre distinguere tra manodopera ordinaria e specializzata. Le trattenute IRPEF, INPS, BLABLA sono meno della metà che in Italia, pertanto uno stipendio lordo inferiore corrisponderà ad un netto superiore. Sono invece infinitamente più basse se rapportate a Germania, Svizzera, Svezia, Francia ed altri Paesi industrialmente avanzati.
  3.  Esiste un posto sul pianeta dove non esista questa piaga?

Concludendo ecco altre informazioni per chi cerchi lavoro qui:

  • Il lavoro autonomo viene sempre privilegiato: rappresenta un costo scaricabile per le aziende e la professionalità viene pagata talvolta anche meglio che in Italia. La tassazione è davvero bassa e per alcuni settori (nomadi digitali) è una vera pacchia: meno la sarà per i propri clienti in Italia che dovranno pagare di più per la modulistica Intrastat ed altre gabelle italiane.
  • Le banche NON fanno prestiti facili nè erogano fidi ad aziende. Se lo fanno, le garanzie sono le stesse che vengono richieste in Italia se non ancora più restrittive. Ancora peggio per gli italiani.
    I “fidi” così chiamati in Italia non esistono. Nel caso di fido aziendale occorre aprire un “conto di credito” davanti al notaio ed ogni anno va rinnovato.
  • Se sai fare bene un mestiere qui hai le porte aperte. Viene però da chiedersi che se sai fare bene un mestiere magari altrove potresti essere pagato meglio.
  • Occorre tassativamente sapere parlare fluentemente spagnolo ed inglese. Qui l’italiano non lo parla nessuno se non la piccola comunità italiana. I contratti di lavoro sono in spagnolo e spesso contengono clausole per le quali occorre una grande padronanza della lingua per capirle e magari non finirne vittime.
  • Non pensare di potere effettivamente contare su qualcuno. Portati cuscini adeguati. Qui non si vive sotto gli 850 euro al mese + 30% per ogni componente della famiglia.

 

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